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Catania

Sant’Agata verso l’UNESCO: il 6 giugno Catania firma il protocollo per la candidatura della Festa a Patrimonio Immateriale dell’Umanità

 

 

Catania, giugno 2025 – Si avvicina un momento storico per Catania e per tutti i devoti della Santa Martire Agata: venerdì 6 giugno verrà ufficialmente firmato il protocollo che avvia il percorso di candidatura della Festa di Sant’Agata a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.

 

Un traguardo atteso da anni che rappresenta un riconoscimento non solo simbolico, ma profondamente culturale e spirituale. Perché quella che ogni anno, nei giorni del 3, 4, 5 e 6 febbraio (e poi ancora il 17 agosto), anima la città con milioni di presenze, è molto più di una festa: è identità viva, è tradizione condivisa, è fede che si tramanda.

 

Un protocollo per la storia

 

La firma, che avverrà venerdì 6 giugno alla presenza delle istituzioni locali, delle autorità ecclesiastiche, delle associazioni agatine e delle corporazioni delle candelore, darà ufficialmente il via al percorso verso il riconoscimento UNESCO. Il dossier sarà curato da un comitato tecnico-scientifico e si baserà sul coinvolgimento diretto della comunità.

Sarà un documento che racconterà l’unicità della Festa di Sant’Agata, un evento in cui si fondono riti religiosi, arte, artigianato, musica, cultura popolare e spiritualità profonda.

 

Perché Sant’Agata merita l’UNESCO?

 

Perché nessun’altra celebrazione in Italia (e forse nel mondo) riesce a coinvolgere in modo così totale un’intera città. Le candelore danzanti, il fercolo d’argento, i Fuochi d'Artificio, le lacrime dei devoti, il bianco dei sacchi, la voce che grida “Cittadini, cittadini!”: tutto racconta una storia millenaria, un’eredità culturale che vive nel presente.

 

È una festa che unisce generazioni e che conserva intatti i valori della devozione, della solidarietà e dell’identità catanese. Sant’Agata non è solo venerata: è amata, vissuta, invocata, aspettata tutto l’anno.

 

Una candidatura che parte dal basso

Il percorso verso l’UNESCO è frutto di un lavoro collettivo, nato dal basso. Le confraternite, le associazioni, le corporazioni dei cerei e le comunità parrocchiali hanno dato impulso a questa iniziativa, affiancate dalle istituzioni e da chi, come noi di Pagina Sant’Agata APS, dedica ogni giorno alla valorizzazione e alla narrazione della festa.

 

È grazie a questo legame profondo tra popolo e tradizione che oggi Catania può candidarsi con piena dignità a un riconoscimento così alto.

 

Il futuro della festa

L’inserimento della Festa di Sant’Agata tra i patrimoni immateriali dell’umanità dell’UNESCO rappresenterebbe una protezione concreta, un impegno per la salvaguardia della tradizione, e un investimento nel futuro culturale e turistico della città.

Sarebbe anche un modo per garantire che la memoria, la fede e l’identità che questa festa rappresenta possano essere tramandate con ancora maggiore consapevolezza alle generazioni future.

 

Foto Salvo Puccio

 

 

 

 

 

Festa di Sant'Agata a Catania - i devoti che tirano il Fercolo, la Vara
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